Se è assai comune sentire nei versi parlare di colline, non lo è altrettanto per quanto riguarda la variante artificiale. L'artificiale, forse, non è particolarmente poetico. Tuttavia, Elizabeth Singer Rowe, poetessa inglese (1674- 1737) inserisce le parole artificial hills descrivendo in versi una lussuriosa natura ("Luxurious nature") in una poesia della sua raccolta Poems on Several Occasions,
Gli elementi che costituiscono le colline artificiali non sono troppo diversi da quelli che compongono le colline in natura; le colline, che per essere definite tali, devono essere alte al massimo 600 metri, possono formarsi per erosione delle montagne, per accumulo di detriti, per corrugamento della crosta terrestre, o per pressione del magma. Quelle che vengono costruite dall'uomo somigliano maggiormente a quelle nate per accumulo di detriti: "montagne" di terra, sassi, macerie, scarti, rifiuti accumulati per mezzo di escavatori; dossi che il tempo, o l'uomo stesso, provvede a coprire di vegetazione.
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